Da qualche tempo, anche se spesso c’è poco di organizzato, nell’ambito del turismo culturale c’è un segmento di persone che si muove per l’Europa per motivazioni meno correnti. Ci sono ad esempio viaggiatori che vanno in Francia alla ricerca dei luoghi delle streghe o dei catari, turisti che sono più interessati alle vicende dei templari, persone che ripercorrono in Spagna i percorsi degli antichi pellegrini e via discorrendo.
In genere la maggior parte è stimolata da letture ed approfondimenti. Non sappiamo bene quanti partano dopo aver letto esclusivamente il famoso Codice da Vinci di Dan Brown. Comunque le idee possono essere tante. In genere il Medioevo fa buoni proseliti.
Per coloro che guardano agli sbarchi a Lampedusa con l’occhio del “déjà vu” che viene dalla storia, possono ad esempio essere interessanti alcuni itinerari che rinviano alle presenze islamiche nel medioevo italiano. Rivediamo i fatti.
Nell’agosto dell’anno 846 i saraceni, già vittoriosi ad sud, entrarono perfino a Roma dove si scontrarono con pochi monaci che presidiavano l’antica basilica di S.Pietro e poi fecero irruzione in San Paolo fuori le mura per aprire il sepolcro del Santo che aveva notevole considerazione nelle stesse moschee.
Prima di arrivare a Roma avevano ovviamente attaccato i porti che dall’epoca romana erano rimasti ancora attivi. A parte il porto di Traiano ed Ostia, nell’anno 828 era stato il turno di Centumcellae (ovvero di Civitavecchia) e gli abitanti erano stati costretti a riparare su un’altura dove a Cencelle sono ancora sono visibili le rovine di quel tempo.
Comunque fu un disastro. Gli islamici, risalendo spesso i fiumi, penetrarono anche nelle zone più interne ed occuparono, per loro necessità, anche l’Abbazia di Farfa che era stata creata da Carlo Magno. La resistenza possibile fu poi organizzata ed un celebre affresco di Raffaello in Vaticano ricorda ai turisti di oggi la prima vittoria di Ostia contro i saraceni. Le campagne nell’Italia centrale si conclusero solo diversi anni dopo (915) con la battaglia sul Garigliano.
Le cose furono più articolate al sud. Bari fu sede di un emirato fino all’anno 871, ma in Sicilia la vicenda islamica andò molto più a lungo.
Solo nell’XI secolo le imprese di Roberto il Guiscardo e di Ruggero di Altavilla consentirono di vincere una complessa operazione bellica. I normanni non erano però molto numerosi e quindi , concluse le operazioni militari, la situazione era che, a parte un’aliquota di cristiani di rito greco bizantino, l’isola era in buona parte abitata da islamici. Quindi in pratica l’ arrivo dei normanni poco cambiò relativamente ai diversi aspetti culturali ed alla stessa quotidianità.
Giusto per fare qualche esempio concreto, le prime chiese furono costruite con cupole di tipo saraceno. A Palermo hanno queste caratteristiche le chiese di S.Giovanni degli Eremiti, di San Cataldo (attigua alla Martorana) e di S.Giovanni dei Lebbrosi; a Castelvetrano c’è infine la chiesa della S.Trinità di Delia. Ancora: diverse costruzioni del primo periodo normanno (la Zisa ecc.) hanno caratteristiche musulmane.
Per quanto riguarda gli aspetti quotidiani un’evidenza interessante viene dalla numismatica: conti e re normanni continuarono ad utilizzare, inizialmente con piccole modifiche, i tipi monetari degli islamici ( il tarì e la kharruba). A parte la composizione della popolazione, c’era anche il fatto che da tempo tali monete erano apprezzate nei commerci dell’area tirrenica. Pertanto per diverso tempo le monete, pur sotto sovrani cristiani, furono coniate con scritte cufiche ed all’inizio anche con qualche riferimento a Maometto.
Per fare un ulteriore esempio delle circostanze del tempo: l’abbazia ed il famoso duomo di Monreale furono edificati principalmente con l’intento di cristianizzare i numerosi saraceni che vivevano in un’ampia zona poco a sud di Palermo.
Dall’incontro fra le culture cristiane, islamiche e bizantine in Sicilia vennero fuori elevatissimi livelli artistici (Cappella Palatina e sala di Ruggero, mosaici di Monreale e di Cefalù ecc.) ma l’arte e la cultura non sono ovviamente tutto. Come è comprensibile, molte questioni, per motivi politici e demografici, dovettero essere affrontate in tempi molto lunghi e rimasero in sospeso anche quando si estinse la dinastia normanna degli Altavilla. Ci furono ovviamente anche grossi problemi e fra l’altro non mancarono anche cruenti contrasti fra le diverse popolazioni (erano poi arrivati anche lombardi ed altri italiani).
I saraceni che non tornarono nelle loro antiche patrie furono costretti ad isolarsi nelle zone montagnose della Sicilia, creando problemi anche ai tempi di Federico II che si trovò a combatterli e poi a concentrarli a Lucera in Puglia(luogo dove nel 1300 si svolse una sanguinosa crociata angioina).
Di questi antichi accadimenti ovviamente ci sono ovviamente evidenze in diversi luoghi del sud. Comunque non va neanche dimenticato che rapide incursioni saracene o turche continuarono a verificarsi anche fino a tempi relativamente recenti.
Fra i tanti esempi possibili non va dimenticato che nel 1558 Sorrento fu saccheggiata dai turchi. Comunque sia, il sud dell’Italia ha una storia intensa e spesso vi sono tappe molto ghiotte che sorprendono i visitatori: infatti manca sovente solo il marketing. Per i tanti luoghi della memoria in Campania (da Caserta Vecchia, fino Cimitile ed Amalfi) ovviamente Sorrento è sempre un’ottima base anche in periodo invernale.
link consigliati:
http://www.storia-riferimenti.org/medioevo/sicilia/palermo.htm
http://www.storia-riferimenti.org/medioevo/sicilia/monetesicilia.htm
http://www.storiarte.altervista.org/sud/medioevosud.htm